Chi siamo
La Cooperativa della Comunità, fondata nel 1975 e operante sul territorio della provincia di Bergamo, è una Cooperativa Sociale di tipo ‘B’ , onlus, che sperimenta percorsi educativi finalizzati al recupero sociale attraverso il lavoro di giovani ed adulti socialmente svantaggiati o in difficoltà.
La trentennale storia della cooperativa prende avvio in un cascinale a Viadanica dove vengono ospitati nel primo nucleo comunitario alcuni soggetti che, in virtù della legge Basaglia, hanno lasciato dopo anni di degenza la struttura neuropsichiatrica per sperimentare nuovi percorsi di vita. Il lavoro nei campi, l’allevamento di animali, le vacanze ai Colli di San Fermo, la convivenza autogestita e lo stretto rapporto con i soci ed i volontari della cooperativa, sono stati i luoghi della ‘rinascita’ per queste persone ai margini della società per le loro condizioni psico-fisiche. Forti dei positivi risultati ottenuti nel 1978 la cooperativa si trasferisce in un cascinale sui colli di Bergamo dove apre la prima comunità ergoterapeutica in città e due anni dopo ne apre un’altra, anche quella alla Madonna del Bosco. Gli ospiti accolti, che provengono dal mondo dell’emarginazione, del disagio psichico e della tossicodipendenza, sperimentano percorsi di vita comunitaria e di progressivo recupero delle capacità lavorative attraverso l’impegno nell’agricoltura e nei laboratori. Sempre agli inizi degli anni ’80 un terzo nucleo comunitario viene aperto in centro città per ospitare giovani e così la cooperativa diviene un punto di riferimento per simili iniziative a livello regionale. Quando agli inizi degli anni ’90 vengono approvate nuove leggi e regolamenti in materia di cooperazione sociale, alla cooperativa viene riconosciuto l’enorme lavoro svolto dapprima in forma pioneristica e poi, con l’esperienza sul campo, sempre più in modo professionale a servizio degli ultimi e delle fasce deboli della società. Anno dopo anno le attività crescono: le comunità, l’agricoltura biologica, la munutenzione del verde, il laboratorio di assemblaggio, la legatoria…, ma gli spazi sono stretti e pertanto la Cooperativa della Comunità decide di sdoppiarsi tenendo per sè l’ambito più legato alle attività di produzione e sevizi, lasciando alla nuova Cooperativa di tipo ‘A’ Biplano la gestione delle comunità terapeutiche. e l’agricoltura biologica. Contestualmente è stata acquistata la nuova e spaziosa sede di Stezzano, sita in un cascinale del ’700, dove trovano spazio la direzione, gli uffici amministrativi e tecnici, il magazzino ed il terreno sul quale sorgerà prossimamente la struttura dedicata al settore del giardinaggio e manutenzione del verde che va sotto il nome di VerdeVivo. Sempre negli anni ’90 la cooperativa ha promosso, insieme ad altre, la costituzione del Consorzio provinciale Sol.Co. Bergamo che a sua volta ha generato i consorzi territoriali che raggruppano le cooperative sociali operanti nei diversi settori dell’assistenza e della promozione umana. Attualmente aderisce al Consorzio “Sol.Co. Città Aperta” di Bergamo che si pone quale interlocutore privilegiato, a nome delle consociate, nei confronti di tutti i comuni ricadenti nel territorio di competenza, che include Bergamo ed il suo hinterland, per la collaborazione in ambiti diversi attraverso accordi e convenzionamenti ai sensi della legge 381/91, oltre che a promuovere e gestire accordi con Fondazioni e aziende for profit in coerenza con gli indirizzi espressi a livello nazionale dal Consorzio Welfare Italia.
In questa sede si evidenzia l’importanza della legge 381/1991 che norma il rapporto tra l’Ente pubblico e la cooperazione sociale, riconoscendo a questa il fondamentale ruolo di interlocutore privilegiato sul versante del “privato sociale”.
A seguito di tale legge la Giunta della Regione Lombardia ha emanato, con delibera n. 43727 del 17/11/1993, gli schemi di Convenzione, ossia i “protocolli di intesa” proposti alle Amministrazioni Locali per la stesura di Convenzioni tra Ente Pubblico e Cooperative Sociali, nel rispetto della legge regionale 16/1993 che istituisce l’Albo Regionale delle Cooperative Sociali al quale la Cooperativa della Comunità è regolarmente iscritta.
Nell’ambito della convenzione, per ogni soggetto inserito e d’accordo con gli operatori pubblici socio-sanitari invianti(psicologo, psichiatra, assistente sociale, educatore), viene definito un programma che prevede il recupero di rapporti relazionali e il consolidamento di attività lavorative al fine di orientare successivamente all’esterno, in altri ambienti protetti o in normali situazioni lavorative, la continuazione del lavoro.
La mutualità, la solidarietà, la priorità dell’uomo sul lavoro, la giusta retribuzione, uno stile organizzativo democratico e particolarmente coinvolgente, sono elementi che incidono in modo determinante nel progetto riabilitativo e la cooperativa da sempre privilegia il rapporto individuale e la preparazione professionale delle persone svantaggiate. Ciò significa riconoscere a ciascuno la propria dignità di lavoratore, come previsto dall’art.1 della costituzione italiana, dignità che permette di sostenere il presente e di riprogettare il futuro con un’occupazione da spendere nel mercato del lavoro.